26 - settembre 98

 

Numero ventisei - settembre 1998

 

Aforismi

 

Non credo che esista un altro mondo in cui dovremmo ‘render conto’. Abbiamo già conti da rendere in questo – a tutti quelli che amiamo. (Albert Camus)

Grazie alla malinconia – questo alpinismo dei pigri – scaliamo dal nostro letto tutte le cime e sogniamo al di sopra di tutti i precipizi. (Emil M. Cioran)

Per vivere in pace bisogna darsi quasi altrettanta pena che per governare il mondo. (Benjamin Constant)

Ciò che vi è in me di più reale, sono le illusioni che creo con la mia pittura. Il resto è sabbia mobile. (Eugène Delacroix)

Il segreto del genio è di non tollerare intorno a sé l’esistenza di alcuna finzione. (Ralph Waldo Emerson)

Per molto tempo il poeta è rimasto a contemplare il suo complicato ombelico. L’intento ora, è di riportare la poesia nella strada dove si trovava una volta, fuori dall’aula scolastica, fuori dalla pagina stampata. La pagina stampata, infatti, ha reso la poesia silenziosa. Vera poesia è quella parlata, è la poesia immaginata come messaggio orale… (Lawrence Ferlinghetti)

Con l’intelligenza si fa tutto, meno che la poesia. (Alfonso Gatto)

Se sai leggere devi capire; se sai scrivere devi sapere qualcosa; se sei in grado di credere devi comprendere; quel che desideri dovrai saperlo fare; se esigi non otterrai niente e se hai esperienza devi renderti utile. (Johann Wolfgang Goethe)

Scrivere è una forma di terapia. Spesso penso a come chi non scrive, non compone o non dipinge riesca a fuggire alla follia, alla melancolia o all’angoscia così presenti nella condizione umana. (Graham Greene)

 

      

Numero ventisei