22- novembre 97

 

Numero ventidue - novembre 1997

 

 

AFORISMI

 

 

... Un uomo che legge poesia si fa sconfiggere meno facilmente di uno che non la legge. (Joseph Brodsky)

 

La prima cosa che uno scrittore deve imparare è l’arte di trasporre ciò che sente in ciò che vuol far sentire. Le prime volte ci riesce per caso, ma poi bisogna che intervenga il talento a sostituire il caso. Alla radice del genio c’è dunque una parte di fortuna. (Albert Camus)

 

Si cessa di essere giovani quando non si scelgono più i propri nemici, quando ci si accontenta di quelli che si hanno sotto mano. (Emil M. Cioran)

 

La vera poesia può comunicare anche prima di essere capita. (Thomas Stearns Eliot)

 

La cultura ha guadagnato soprattutto da quei libri con cui gli editori hanno perso. (Thomas Fuller)

 

Chi parla una lingua che nessuno capisce, non parla. Parlare significa parlare a qualcuno. La parola sarà la parola che colpisce il segno, questo però non significa solo che essa rappresenta a me stesso la cosa pensata, ma che quella parola colloca la cosa davanti agli occhi dell’altro cui io parlo. (Hans Georg Gadamer)

 

Il presentimento è la sonda dell’anima nel mistero. (Federico Garcia Lorca)

 

La vera forza della poesia è ch’essa sfugge al poeta. Ma il poeta ha riflessi pronti nel guidarla, lasciandola fare. (Alfonso Gatto)

 

Nella poesia - come in qualsiasi altra manifestazione artistica - chiunque sia ancora preso dalla smania di voler ‘dire’ qualcosa o di ‘ottenere’ qualche effetto non è neppure degno di accedere all’anticamera dell’arte. (Stefan George)

 

      

Numero ventidue