Dal Devoto-Oli citiamo il lemma collaborare:
"Prendere parte attiva, dare il proprio contributo a unimpresa, a
unattività (per lo più di carattere intellettuale o culturale)".
Siamo certi che i nostri lettori/interlocutori
sanno che uno dei princìpi basilari dellideazione e dellattività de Il
foglio clandestino è quello della collaborazione con le altre riviste e con coloro
che si occupano di letteratura a vario titolo.
Proprio per questo siamo entrati a far parte di
iniziative quali "Salvanda", "Nuvole" ed altre simili, scambiamo
pubblicazioni e, soprattutto, idee e proposte, offriamo e riceviamo testi, traduzioni,
saggi e notizie.
Nella nostra esperienza di oltre quattro anni di
lavoro abbiamo constatato che con alcune riviste e diversi appassionati di letteratura la
collaborazione è veramente corretta, non solo nominalmente ma nella realtà; vengono,
cioè, rispettate le regole della "buona educazione letteraria" (permetteteci
questa definizione molto utile al nostro discorso). Queste norme prevedono la citazione
della fonte originaria nel caso in cui un saggio, un testo, una traduzione, una nota, una
biografia od una bibliografia pubblicati siano stati offerti, in aperta collaborazione, da
una rivista o da un singolo addetto ai lavori. In alcuni casi, invece, abbiamo notato che
queste semplicissime consuetudini vengono bellamente ignorate. Anzi, si arriva addirittura
a riportare interi saggi o testi con la firma di unaltra persona che nulla ha fatto
se non ricopiarli. O, peggio, si pubblicano testi senza autorizzazione. Alcune volte,
così, Il foglio clandestino è stato, non diciamo vittima, ma defraudato del
lavoro svolto.
Siamo nel ridicolo, al livello dei "ladri di
polli". Solo che, nel nostro caso, di benefici materiali, e spesso anche di altra
natura, non ce ne sono.
I dubbi che ci vengono sono molti, ma possiamo
sintetizzarli. Innanzitutto chi copia senza autorizzazione o firma il lavoro di un altro
probabilmente non ha la voglia o le capacità di lavorare in proprio ed è disonesto. Chi
invece pubblica il lavoro concesso da altri senza citare la fonte è scorretto o, e
speriamo in questultima ipotesi, ha dimenticato la citazione. Certo che, per quanto
ci riguarda, le dimenticanze cominciano ad essere troppe. Infine, più semplicemente,
qualcuno non ha ben chiaro cosa significa collaborare tra riviste o tra operatori
culturali. Se è così, ci rifletta. Se, invece, è un disonesto, ci ripensi. Anche
perché noi de Il foglio clandestino siamo stufi di questi "prestiti
involontari". Saremo anche "clandestini", ciononostante non vogliamo
lavorare, senza volerlo, per gli altri.
Se gli episodi di cui parliamo si ripeteranno,
pubblicheremo sulla nostra rivista i nomi delle testate e delle persone che non hanno
agito correttamente; ne daremo notizia sui siti di Internet con i quali collaboriamo e ne
porteremo a conoscenza le altre redazioni interessate ad una seria e fattiva
collaborazione.
A buon intenditor