21 - settembre 97

 

Numero ventuno - settembre 1997

A fil di penna

Della collaborazione tra riviste

 

Dal ‘Devoto-Oli’ citiamo il lemma collaborare: "Prendere parte attiva, dare il proprio contributo a un’impresa, a un’attività (per lo più di carattere intellettuale o culturale)".

Siamo certi che i nostri lettori/interlocutori sanno che uno dei princìpi basilari dell’ideazione e dell’attività de Il foglio clandestino è quello della collaborazione con le altre riviste e con coloro che si occupano di letteratura a vario titolo.

Proprio per questo siamo entrati a far parte di iniziative quali "Salvanda", "Nuvole" ed altre simili, scambiamo pubblicazioni e, soprattutto, idee e proposte, offriamo e riceviamo testi, traduzioni, saggi e notizie.

Nella nostra esperienza di oltre quattro anni di lavoro abbiamo constatato che con alcune riviste e diversi appassionati di letteratura la collaborazione è veramente corretta, non solo nominalmente ma nella realtà; vengono, cioè, rispettate le regole della "buona educazione letteraria" (permetteteci questa definizione molto utile al nostro discorso). Queste norme prevedono la citazione della fonte originaria nel caso in cui un saggio, un testo, una traduzione, una nota, una biografia od una bibliografia pubblicati siano stati offerti, in aperta collaborazione, da una rivista o da un singolo addetto ai lavori. In alcuni casi, invece, abbiamo notato che queste semplicissime consuetudini vengono bellamente ignorate. Anzi, si arriva addirittura a riportare interi saggi o testi con la firma di un’altra persona che nulla ha fatto se non ricopiarli. O, peggio, si pubblicano testi senza autorizzazione. Alcune volte, così, Il foglio clandestino è stato, non diciamo vittima, ma defraudato del lavoro svolto.

Siamo nel ridicolo, al livello dei "ladri di polli". Solo che, nel nostro caso, di benefici materiali, e spesso anche di altra natura, non ce ne sono.

I dubbi che ci vengono sono molti, ma possiamo sintetizzarli. Innanzitutto chi copia senza autorizzazione o firma il lavoro di un altro probabilmente non ha la voglia o le capacità di lavorare in proprio ed è disonesto. Chi invece pubblica il lavoro concesso da altri senza citare la fonte è scorretto o, e speriamo in quest’ultima ipotesi, ha dimenticato la citazione. Certo che, per quanto ci riguarda, le dimenticanze cominciano ad essere troppe. Infine, più semplicemente, qualcuno non ha ben chiaro cosa significa collaborare tra riviste o tra operatori culturali. Se è così, ci rifletta. Se, invece, è un disonesto, ci ripensi. Anche perché noi de Il foglio clandestino siamo stufi di questi "prestiti involontari". Saremo anche "clandestini", ciononostante non vogliamo lavorare, senza volerlo, per gli altri.

Se gli episodi di cui parliamo si ripeteranno, pubblicheremo sulla nostra rivista i nomi delle testate e delle persone che non hanno agito correttamente; ne daremo notizia sui siti di Internet con i quali collaboriamo e ne porteremo a conoscenza le altre redazioni interessate ad una seria e fattiva collaborazione.

A buon intenditor…

 

      

Numero ventuno