Il Foglio Clandestino 17 - novembre 96
17 – novembre 1996


 

La biblioteca ideale:

LETTERATURA INGLESE

(Seconda parte) 

 

John Ruskin (1819-1900), Le pietre di Venezia, Bur classici Rizzoli, 1987. L. 13.500.

I più importanti monumenti di Venezia vengono illustrati in questo libro, pietra su pietra, in rapporto alla città interpretata vastamente, dal punto di vista morale, civile, economico.

 

Lewis Carroll (1832-1898), Alice nel paese delle meraviglie, Tascabili narrativa Bompiani. L. 11.000.

Alice sogna di precipitare al centro della terra, mentre insegue nel bosco un coniglio bianco. L’attendono avventure di ogni specie. Uno spirito bizzarro, folle e leggero domina questo classico della letteratura per l’infanzia.

 

Samuel Butler (1835-1902), Così muore la carne, Gli struzzi Einaudi, 1980. L. 22.000.

La società vittoriana è messa qui sotto accusa: la tirannia dei padri, l’ipocrisia delle convenzioni e dei rapporti, la repressione degli istinti.

 

Gerard Manley Hopkins (1844-1889), Il naufragio del Deutschland, Piccola enciclopedia SE, 1987. L. 13.000.

Un naufragio reale dettò al grande poeta vittoriano questo poemetto pubblicato dopo la sua morte. Dio è il muto interlocutore verso il quale si protendono le metafore più affascinanti ed enigmatiche.

 

Robert Louis Stevenson (1850-1894), L’isola del tesoro, Biblioteca economica per ragazzi Newton Compton, 1994. L. 2.000.

È un classico della letteratura d’avventure di tutti i tempi. Jim, in possesso d’una carta segreta, trovata in un baule, parte alla ricerca di un’isola e del suo tesoro sepolto. Mirabile l’equilibrio tra realtà e fantasia.

 

Oscar Wilde (1854-1900), Il ritratto di Dorian Gray, Tascabili economici Newton Compton. L. 2.000.

Un patto ha fatto del bellissimo Dorian un giovane che non muterà mai. A guastarsi invece sarà il ritratto, che è lo specchio fedele del suo animo depravato. Uno scambio delle parti viene raccontato da un grande scrittore decadente.

 

George Bernard Shaw (1856-1950), Pigmalione, Classici moderni Mondadori. L. 10.000.

E una commedia che rielabora, in chiave moderna, l’antico mito greco: una rozza fanciulla viene trasformata in gentildonna da un illustre glottologo che si innamora di lei. Il testo è vivido, i dialoghi brillantissimi.

 

Joseph Conrad (1857-1924), Tifone, Tascabili narrativa Bompiani, 1990. L. 9.000.

Una nave riporta in Cina duecento coolies. Ma un violentissimo tifone si abbatte nottetempo sulla nave trasformando il viaggio in avventura epica e destino.

 

Edward Morgan Forster (1879-1970), Camera con vista, Biblioteca economica Newton Compton, 1994. L. 2.000.

Un gruppo di inglesi, ai primi del ‘900, passa le vacanze a Firenze. Si intrecciano rapporti umani, si scontrano mentalità. Tutto è narrato con ironia, nitore e sublime senso della misura.

 

James Joyce (1882-1941), Ulisse, Oscar classici moderni Mondadori, 1991. L. 16.000.

È un celebre romanzo sperimentale, di vasto impianto simbolico e mitico. Tutto ciò che affiora nella coscienza di Leopold Bloom e di Stephen Dedalus, durante un’unica giornata a Dublino, viene analizzato con continui mutamenti di linguaggio, di punto di vista, di stile. Il grande canovaccio che fa da sfondo è l’Odissea.

 

Virginia Woolf (1882-1941), Gita al faro, Grandi tascabili economici Newton Compton. L. 3.900.

La stupenda unità poetica del romanzo è data dalla figura di Mrs. Ramsey. Madre d’una numerosa famiglia, essa è una coscienza ricca e all’erta, che accoglie in sé i più disparati elementi della vita e dà loro un significato. La Woolf identificò in lei la sua stessa madre.

 

David Herbert Lawrence (1885-1930), Figli e amanti, Grandi tascabili economici Newton Compton. L. 3.900.

È un romanzo potente. Una madre forte, puritana, delusa dal marito, attrae nella propria orbita i figli, in particolare Paolo, il più intelligente e inquieto. Attraverso l’oscura possessività di lei, si compie il difficile destino del figlio.

 

Thomas Stearns Eliot (1888-1965), La terra desolata, Bur classici Rizzoli. L. 9.000.

Poema affascinante e denso di riferimenti, che esprime il disorientamento dell’uomo contemporaneo.

 

George Orwell (1903-1950), Omaggio alla Catalogna, Oscar classici moderni Mondadori, 1993. L. 12.000.

È un reportage esemplare. Combattente in Spagna, con i repubblicani, Orwell sa mantenere una posizione equidistante. Il suo stile pacato è lo specchio di un rigore che nasce.

 

Graham Greene (1904-1991), La fine dell’avventura, Oscar narrativa Mondadori, 1980. L. 10.500.

Storia di uno scrittore (lo stesso Greene?) che si innamora a Londra, durante la guerra, della moglie d’un amico. Ma Sara, la donna, è cattolica e tormentata dal senso del peccato, al punto d’abbandonare l’amante, che scopre in sé un’assurda gelosia nei riguardi di Dio.

 

William Golding (1911-1993), Il signore delle mosche, Oscar classici Mondadori, 1992. L. 12.000.

Un gruppo di bambini fa naufragio in un’isola deserta. Riscoprono l’Eden? Tutt’altro. Ricreano una società degenerata che si fonda sulla paura e sulla violenza. È una favola morale nella quale l’autore (premio Nobel 1983) unisce intensità visionaria e realismo.

 

Dylan Thomas (1914-1953), Ritratto dell’autore da cucciolo, Nuovi coralli Einaudi, 1976. L. 25.000.

Il grande poeta gallese ha qui tracciato il suo ritratto di ragazzo. Il legame fra lui e la natura, gli animali e le persone, è narrato con sensualità e con dirompente inventiva. 

 

                                                           

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