Il Foglio Clandestino 16 - settembre 96
16 – settembre 1996


Nuovo appuntamento con la rubrica La biblioteca ideale, dedicato alla letteratura inglese. Il suggerimento è di Grazia Livi, autrice anche delle brevi recensioni, ed era inserito nel numero 7 di «Millelibri» del giugno 1988.
I titoli di partenza erano 50, indichiamo soltanto quelli inseriti nel catalogo dei libri pubblicati in Italia (edizione del 1995) e che quindi sono facilmente reperibili; abbiamo indicato l’edizione più diffusa e a prezzo più accessibile. Questo è uno stimolo a quanti volessero conoscere meglio una particolare letteratura; nel contempo è uno spazio aperto a ogni suggerimento. Aspettiamo le indicazioni dei nostri amici collaboratori e lettori, che rimangono talvolta passivi.

 

La biblioteca ideale:

LETTERATURA INGLESE

(Prima parte) 

 

Anonimo (X secolo), Beowulf, Einaudi Tascabili, 1992. L. 12.000.

Poema di ignoto autore, in lingua sassone occidentale. Diviso in due parti, narra la vita leggendaria del prode Beowulf, la sua lotta contro i nemici e i mostri, la sua incoronazione a re dei Goti, la sua gloria e il suo lento soccombere.

 

Geoffrey Chaucer (1340/45-1400), I racconti di Canterbury, Oscar classici Mondadori, 1986. L. 13.000.

È la prima opera fondamentale scritta in lingua inglese. La sua struttura è probabilmente derivata dal Decamerone. Fa da cornice il racconto di un pellegrinaggio al santuario di Canterbury. È dell’oste, che si unisce alla compagnia, l’idea di far raccontare una storia ad ogni pellegrino.

 

Francis Bacon (1561-1626), Saggi, I Classici del Pensiero TEA, 1995. L. 21.000.

È una raccolta di «consigli civili e morali» del grande filosofo inglese, improntati ad un fine utilitaristico, di stampo machiavellico. L’asciuttezza e pregnanza dello stile fanno di questo libro un capostipite della saggistica inglese.

 

Christopher Marlowe (1564-1593), Il dottor Faust, Oscar classici Mondadori, 1992. L. 11.000.

Concepito come un grandioso dramma, anticipa di pochi anni l’opera di Shakespeare.

 

William Shakespeare (1564-1616), Amleto, Tascabili economici Newton Compton. L. 1.000.

Di questo genio del teatro vorremmo poter scegliere tutto. Tuttavia Amleto, in 5 atti, s’impone per primo. Ed è per la problematicità del personaggio roso da impulsi contrastanti e lacerato da un’intelligenza ambigua, piena di dubbi. La sua angoscia esistenziale è tipica proprio di un’epoca di transizione.

 

William Shakespeare, Sonetti, Grandi tascabili economici Newton Compton. L. 3.900.

Questi 154 sonetti formano un affascinante canzoniere. L’accento che sottende i versi è quello d’una esperienza profonda, vissuta appassionatamente.

 

Ben Jonson (1572-1637), Volpone, TEA, 1988. L. 12.000.

Commedia satirica che ha al centro la figura di uno scaltro e ricco signore veneziano. Questi, per ingannare i cacciatori d’eredità, si finge prossimo a morire. Verrà a sua volta smascherato e punito. L’ingegnoso intreccio è costituito sui modelli classici, il ritmo è incalzante.

 

John Milton (1608-1674), Il Paradiso perduto, Oscar grandi classici Mondadori. L. 24.000.

Satana, l’angelo ribelle, s’impone la riconquista del Paradiso. È il più grande poema biblico della letteratura inglese, pervaso d’un potente soffio epico.

 

Daniel Defoe (1660-1731), Robinson Crusoe, Universale economica i classici Feltrinelli, 1993. L. 15.000.

Naufrago su un’isola deserta, il marinaio Robinson lotta con la natura e ricostruisce ingegnosamente una civiltà umana. È il primo romanzo inglese moderno e forse il più famoso di tutte le letterature.

 

Jonathan Swift (1667-1745), I viaggi di Gulliver, Bur classici Rizzoli. L. 11.000.

Il medico di bordo Gulliver racconta le sue avventure nel paese dei nani, nel paese dei giganti, nell’isola di Laputa e nel paese dei saggi cavalli. Tutto è pretesto per una vigorosa e sferzante satira della condizione umana.

 

Alexander Pope (1688-1744), Il riccio rapito, Bur classici Rizzoli, 1984. L. 7.500.

È un poemetto di grande maestria formale, considerato l’emblema dell’arte rococò. Una società galante viene rappresentata satiricamente nelle sue mire capricciose e nelle sue effimere passioni.

 

Henry Fielding (1707-1754), Tom Jones, Universale economica i classici Feltrinelli, 2 voll., 1991. L. 30.000.

Tom, un trovatello semplice e di buon cuore, adottato da un ricco signore, passa attraverso una serie di peripezie che lo condurranno infine a impalmare Sofia, la donna amata. Spregiudicatezza e amenità fanno di questo romanzo un classico del realismo inglese del ’700.

 

Laurence Sterne (1713-1768), Vita e opinioni di Tristam Shandy, gentiluomo, Oscar grandi classici Mondadori, 1992.

In questa affascinante narrazione c’è un po’ di tutto: lo scherzo, la riflessione, il capriccio, l’aneddoto, la pagina bianca, l’incidente, la memoria. Tuttavia l’unità narrativa si compie attraverso l’atteggiamento umoristico di Tristam, il cui animo oscilla tra la lacrima e il riso.

 

James Boswell (1740-1795), La vita di Samuel Johnson, Bur classici Rizzoli, 1993. L. 15.000.

Amico fedelissimo del dottor Johnson, l’autore dedica la vita ad annotare abitudini, giudizi, stravaganze di questo grande erudito. Il libro è considerato il capolavoro della biografia inglese.

 

Samuel Taylor Coleridge (1772-1834), La ballata del vecchio marinaio, Universale economica i classici Feltrinelli, 1994. L. 8.000.

Un giovine, invitato a uno sposalizio, vi incontra un anziano marinaio da cui viene affascinato per gli occhi di fiamma e per un racconto di avventure, pieno di metafore e simboli. È un poemetto magistrale per musicalità e atmosfera.

 

Jane Austen (1775-1817), Emma, Bur classici Rizzoli. L. 12.000.

Rappresenta il perfetto compimento del romanzo di costume settecentesco. In Emma, e nel suo salotto, si riflette la vita inglese della piccola aristocrazia terriera, descritta in modo lindo e con sublime ironia.

 

Elizabeth Barrett Browning (1806-1861), Sonetti dal portoghese, Amadeus Edizioni, 1991. L. 18.000.

È un canzoniere d’amore che la poetessa dedica a suo marito, Robert Browning. L’impeto amoroso non fa che sgorgare, poesia dopo poesia, con invocazioni, confidenze, immagini e sogni.

 

William Makepeace Thackeray (1811-1863), La fiera delle vanità, 2 voll., I grandi libri Garzanti, 1980. L. 32.000.

È un vasto quadro satirico della vita inglese dei primi dell’‘800. Due destini vi procedono paralleli: quello della scaltra Becky e quelle della mite Amelia. L’autore guarda alla società con lucidità, scetticismo e ironia.

 

Charles Dickens (1812-1870), Davide Copperfield, Oscar classici Mondadori, 1994. L. 20.000.

È la storia avventurosa di Davide fra mille personaggi, fra mille inganni e pericoli. Vitalità, denuncia, pathos e umorismo scorrono da un capo all’altro di questo grande romanzo.

 

Emily Brontë (1818-1848), Cime tempestose, TEA, 1990. L. 9.000.

Sullo sfondo desolato della brughiera e della disuguaglianza sociale, si compie il destino d’amore d’un giovane, figlio di ignoti. La narrativa romantica raggiunge qui uno dei suoi culmini.

 

George Eliot (1819-1880), Middlemarch, Nuovi Oscar classici Mondadori, 1994. L. 17.000.

Nella cornice d’un ambiente provinciale, minuziosamente descritto, la scrittrice, che scelse un nome da uomo, indaga la vera natura morale del comportamento dei suoi personaggi.

                                                           

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