
Numero quindici -
maggio/luglio 1996
SI NOUS NOUS
TAISONS
LES PIERRES HURLERONT
Uno dei monaci trucidati dagli integralisti
algerini, Christian de Chergé, aveva inviato ai parenti una lettera da aprire in caso di
morte. La famiglia lha pubblicata sul quotidiano cattolico La Croix
(ripreso dalla Repubblica del 30 maggio 1996). Dedichiamo la rivista ai sette
monaci uccisi e a tutti coloro la cui morte è abbandonata «allindifferenza
dellanonimato».
«Se un giorno mi succedesse
e potrebbe essere oggi di essere vittima del terrorismo [...] desidererei
che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era
stata DONATA a Dio e a questo paese. [...] Che essi fossero in grado di mettere in
collegamento questa morte a tante altre morti altrettanto violente, abbandonate
allindifferenza dellanonimato. [...] Se venisse quel momento, desidererei
avere un barlume di lucidità per sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli
in umanità, e al tempo stesso per perdonare di tutto cuore quanti mi abbiano colpito. Non
potrei augurare una morte simile. Non vedo come potrei rallegrarmi del fatto che questo
popolo che amo sia indistintamente accusato del mio assassinio. [...] LAlgeria e
lIslam, per me, sono un corpo e unanima. La mia morte, evidentemente,
sembrerà dare ragione a coloro che mi hanno trattato da ingenuo o da idealista.
Dica ora che cosa pensa! Ma costoro devono sapere che sarà finalmente
esaudita la mia curiosità più lancinante. Potrò infatti, a Dio piacendo, contemplare
con Lui i suoi figli dIslam così come Egli li vede, tutti illuminati dalla gloria
del Cristo, frutti della sua Passione, investiti dal dono dello Spirito, la cui segreta
gioia sarà sempre di stabilire la comunione e ristabilire la somiglianza, giocando con le
differenze. Questa vita perduta, totalmente mia e totalmente loro, ringrazio Iddio che
sembra averla voluta tutta intera per questa GIOIA, contro e malgrado tutto. In questo
GRAZIE ove tutto è detto, ormai, della mia vita, comprendo certamente anche voi, amici di
ieri e di oggi, e voi, amici di qui, al fianco di mia madre e di mio padre, delle mie
sorelle e dei miei fratelli e dei loro cari, il centuplo come è stato promesso! E anche
te, amico mio dellultimo minuto, che non avrai potuto sapere ciò che facevi. Sì,
anche per te lo voglio questo GRAZIE.»

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