| Il
Foglio Clandestino Presentiamo qui alcuni contenuti di questo numero: Letteratura francese (Seconda parte), per la serie "La biblioteca ideale".
LETTERATURA FRANCESE (Seconda parte)
Honoré de Balzac (1799-1850), Papà Goriot, Oscar classici Mondadori, 1985. L. 12.000. In ventanni circa, dal 1829 al 1850, esplode lincontenibile vigore della narrativa balzacchiana. Papà Goriot è unapologia dellamore paterno contraddetto e tradito dal disamore delle figlie; la potenza dei contrasti fa di Goriot un Re Lear ottocentesco e borghese.
Gustave Flaubert (1821-1880), Leducazione sentimentale, Scrittori tradotti da scrittori Einaudi, 1984. L. 22.000. Flaubert, rinnovatore del romanzo moderno, disse di aspirare a "un libro che si tenga su da solo per la forza intrinseca dello stile". È curioso che il suo libro meno naturalistico risulti il meno lontano da questo traguardo.
Émile Zola (1840-1902), Teresa Raquin, I grandi libri Garzanti, 1985. L. 13.000. Tocchiamo unintensità che in seguito sarà preclusa allautore: Teresa Raquin, romanzo giovanile dellopaco Zola, riesce a turbarci quasi come una tragedia di Euripide.
Stéphane Mallarmé (1842-1898), Poesie, Universale economica Feltrinelli, 1991. L. 15.000. Come ha scritto Croce, Mallarmé "pone il suo ideale nel comporre tale unico e mirabile libro da risolvere in un sol atto tutti i problemi del mondo facendo morire il mondo": ma da questo naufragio sono derivati fermenti per i quali lintera poesia del nostro tempo non può non riconoscersi tributaria di Mallarmé.
Paul Verlaine (1844-1896), Feste galanti, Oscar poesia Mondadori, 1988. L. 10.500. Verlaine, il primo poeta della Modernità, concilia tradizione e rivoluzione liberando la poesia da ogni vincolo con la retorica. Feste galanti, opera giovanile e miracolosamente matura, rappresenta a giudizio quasi unanime della critica il suo capolavoro.
Anatole France (1844-1924), La rosticceria della regina Piedoca, Centopagine Einaudi, 1980. L. 14.000. La rosticceria della regina Piedoca, nonostante le dorature e lo sfoggio erudito, resiste: testimonia lautenticità di France, che risiedette in una disarmante, totalizzante felicità di artificio.
Jules Renard (1864-1910), Diario, SE Studio Editoriale, 1989. L. 30.000. Il Renard maggiore sta nel Diario dove dice sempre la verità per amara e vergognosa che sia e il suo impegno stilistico è più vigile che altrove, la qual cosa stupisce in un testo non destinato alla pubblicazione.
Arthur Rimbaud (1854-1891), Poesie, Newton Compton. L. 8.000. Il Rimbaud maggiore è quello delle Illuminazioni ma il
Rimbaud che più ci commuove e trascina rimane ladolescente delle
Poesie: "Bateau ivre" è carico di tutto il dolore del mondo e
"Paris se repeuple" si attesta come un modello furente di altissima poesia
civile.
Paul Claudel (1868-1955), Giovanna al rogo, Logos. L. 16.000. Claudel durerà soprattutto come autore di teatro; spicca tra le sue opere loratorio Giovanna al rogo, tuttora perfettamente leggibile e rappresentabile grazie anche alleccellente partitura musicale di Honegger.
Marcel Proust (1871-1922), Alla ricerca del tempo perduto, Newton Compton, 1990. L. 39.200. Proust è forse il massimo scrittore del 900, in ogni caso quello che più ha inciso sulla sensibilità contemporanea, attenta agli incantesimi e ai veleni della memoria. Cè in lui il bisogno incoercibile che qualcosa di religioso e durevole venga conquistato e affermato: ecco il suo nascosto, fondamentale spiritualismo.
Paul Valéry (1871-1945), Opere poetiche, Guanda, 1989. L. 38.000. Questo spirito secco, questuomo lucidamente geniale ha saputo conquistarci con versi nei quali lassolutezza non raggela la commozione.
Sidonie-Gabrielle Colette (1873-1954), Il mio noviziato, Tascabili narrativa Bompiani, 1986. L. 9.000. Colette non possedeva una cultura accademica né barava al gioco sfuggente delle avanguardie; dobbiamo inchinarci al suo dono: la volontà di essere artista al di sopra di tutto. Il mio noviziato ne reca testimonianza.
Guillaume Apollinaire (1880-1918), Leresiarca & C., Biblioteca della Fenice Guanda. L. 22.000. Il contributo di Apollinaire è basilare nella storia della poesia. Ma i racconti, fantasiosi o addirittura magici, ci rammentano che il suo talento narrativo può confinare, qualche volta, con il genio.
Jean Cocteau (1889-1963), I parenti terribili, Collezione di teatro Einaudi, 1981. L. 10.000. Più elegantemente e anche più intensamente dei commediografi dellassurdo, Cocteau tocca brioso, a fondo, i tasti della tragedia umana.
Henry Michaux (1899-1984), Ecuador, Theoria, 1987. L. 20.000. Poeta, narratore e pittore, Michaux ha creato personaggi indimenticabili come Plume; ha visitato paesi remoti rivelandocene la realtà, agghiacciante come nei sogni.
George Simenon (1903-1989), Pedigree, Biblioteca Adelphi, 1988. L. 28.000. Senza dimenticare Maigret si tenga presente che Simenon, scrittore di sterminata e allarmante fertilità, è il grigio poeta della solitudine e dellangoscia; e dellodio.
Jean-Paul Sartre (1905-1980), Le mosche - Porta chiusa, Tascabili narrativa Bompiani, 1984. L. 10.000. Si devono raschiare molte sovrastrutture per giungere al nucleo creativo del sentimento di Sartre che inclina a una lucente amarezza e dà nel teatro, forse, il meglio di sé.
Marguerite Yourcenar (1909-1987), Lopera al nero, Universale economica Feltrinelli, 1991. L. 22.000. Sono in causa le Fiandre nel Cinquecento nellimperversare delle guerre di religione; il valore del libro contribuisce a porre la Yourcenar, come Thomas Mann, nella ridottissima schiera dei classici moderni.
Albert Camus (1913-1960), Il mito di Sisifo, Nuovo portico Bompiani, 1984. L. 25.000. Il preteso esistenzialismo di Camus nasce profondo: il libro riscatta la disperazione umana suggerendo nella nostra solidarietà umile ma persuasa la via duscita.
Marguerite Duras (1914), Lamante, Universale economica Feltrinelli, 1991. L. 9.000. Sperimentale e illeggibile a lungo, la Duras ha deciso nell84 di confessarsi in un libro scabroso e chiarissimo.
Michel Tournier (1924), Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, Gli elefanti narrativa Garzanti, 1991. L. 20.000. Storia eccentrica dei Magi e quindi della nascita di Gesù, narrata con ingegnosa approssimazione storica in una solida tenuta romanzesca.
Georges Perec (1936-1982), La vita: istruzioni per luso, Bur Rizzoli, 1989. L. 18.000. Costruito con una pazienza e unabilità ai limiti della follia, il libro è il più stupefacente romanzo dellultimo ventennio: riassume ogni parodia possibile, lo si legge con voracità.
|