William Blake
(17571827) è, senza dubbio, uno degli autori più significativi nel panorama della
poesia inglese, un autore complesso, di autentico, e indiscutibile, valore assoluto.
È nel miracolo della parola ha scritto Ungaretti che non è facile
trovare il rivale di Blake. E Sergio Perosa lo definisce così: Blake è il
genio rivoluzionario del Romanticismo inglese, anche perché ne incarna gli aspetti di
più accesa e convinta lotta per la libertà da ogni costrizione e paura, del tempo come
del padre, della realtà politica come di quella religiosa, del conformismo e del
filisteismo [...]. Si fa paladino di ogni libertà individuale e del progresso umano e
sociale. Possiamo dire che la sua opera è rivoluzionaria, perché rompe con gli
schemi tradizionali, con la poesia del Settecento, neoclassica e rococò, didattica e
didascalica. La differenza non è solo nellaspetto formale (vivacità della parola,
musicalità del verso), ma anche, e soprattutto, nei principi ideologici e filosofici.
Blake lotta contro il razionalismo e lempirismo settecenteschi, che si manifestano
sia nella fredda visione matematica e meccanicistica del mondo, sia nel deismo, e rigetta,
quindi, il mondo algido della ragione e quello fallace, illusorio, dei sensi. Si ricollega
alla tradizione del controRinascimento, al neoplatonismo e alla filosofia occulta, e
segue il pensiero di George Berkeley. Rivaluta limportanza dellispirazione e
della visione, fa rivivere la figura dellartistaveggente e, con un concetto
tipicamente romantico, esalta il potere creativo dellimmaginazione, innalzata a
facoltà suprema delluomo. E perciò il suo concetto dellarte non può che
essere sacralereligioso. Ma la sua opera può essere considerata rivoluzionaria
e romantica anche per altre direttrici culturali: è tra i primi a
rivalutare i miti nordici (Ossian) e quelli della classicità greca e romana (Omero,
Ovidio), recuperando linteresse per il medioevo e il mondo gotico.
Alla poesia classica e neoclassica Blake
contrappone quella della Bibbia; la sua poesia visionaria diventa profetica, tanto che le
opere maggiori sono libri profetici, che delineano un quadro esoterico
dellesistenza fitto di simboli. Blake cerca di scrivere una sua Bibbia
moderna, basandosi più sulla forma che sul tema biblico: mito privato e mito biblico del
poeta si fondono, nascono i noti aforismi contro la passività e a favore della passione e
dellazione, in una dialettica dei contrari (Bene & Male). Ne scaturisce una
sorta di teologia negativa, tanto che per buona parte lopera di Blake si
configura come una specie di Bibbia rovesciata o Bibbia
dellInferno, in cui la rivolta satanica è principio di vitalità
e la libertà è unesigenza primaria, irrinunciabile. La realtà ricreata è
archetipa, costituita di idee eterne ed espressa in immagini di magmatica, talvolta
oscura, energia.
Siamo consci che in queste poche righe non
potevamo che dare unidea della complessità dellopera di William Blake. È
certamente un autore da leggere con attenzione, forse è un poeta difficile
(Ungaretti), ma, costituisce anche, per chi ama la poesia e larte,
unesperienza fondamentale, illuminante.
POESIE DI WILLIAM BLAKE
traduzione di Roberto Marchi (traduzioni 1995)
SONGS OF INNOCENCE: Introduction (1789)
Piping down the valleys wild,
Piping songs of pleasant glee,
On a cloud I saw a child,
And he laughing said to me:
Pipe a song about a Lamb!
So I piped with merry chear
Piper, pipe that song again;
So I piped: he wept to hear.
Drop thy pipe, thy happy pipe,
Sing thy songs of happy chear.
So I sung the same again
While he wept with joy to hear.
Piper, sit thee down and write
In a book that all may read.
So he vanishd from my sight,
And I pluckd a hollow reed,
And I made a rural pen,
And I staind the water clear,
And I wrote my happy songs
Every child may joy to hear.
(Canti dellinnocenza: Introduzione)
Suonando per valli deserte, / suonando canzoni dallegria, / sopra una nuvola vidi un
bambino, / che mi disse ridendo: // Suona una canzone su un Agnello! / Allora
suonai con allegria. / Pifferaio, suona ancora; / Allora suonai:
nelludirla pianse. // Lascia il tuo flauto, il tuo flauto lieto, / Canta le
tue canzoni felici. / Allora cantai la stessa melodia / Nelludirla pianse di
gioia. // Pifferaio, siediti e scrivi / in un libro aperto a tutti. / Poi lui
svanì dalla mia vista, / e io raccolsi una canna cava. // E io intagliai una penna
rurale, / e io intorbidii lacqua chiara, / e io scrissi le mie canzoni felici / Che
ogni bambino ascolta lieto.
THE LITTLE BOY LOST (da: Songs of innocence, 1789)
Father, father, where are you going?
O do not walk so fast.
Speak father, speak to your little boy,
Or else I shall be lost.
The night was dark, no father was there;
The child was wet with dew;
The mire was deep, & the child did weep,
And away the vapour flew.
(Il bambino perduto) Babbo, babbo, dove
vai? / Oh, non camminare così veloce. / Parla, babbo, parla al tuo bambino, / O io mi
perderò. // La notte era scura, nessun padre cera; / Il bimbo era bagnato di
rugiada; / il fango era profondo, & il bimbo pianse, / e la nebbia svanì fugace.
THE DIVINE IMAGE (da: Songs of innocence, 1789)
To Mercy Pity Peace and Love
All pray in their distress,
And to these virtues of delight
Return their thankfulness.
For Mercy Pity Peace and Love
Is God our father dear,
And Mercy Pity Peace and Love
Is Man his child and care.
For Mercy has a human heart,
Pity, a human face,
And Love, the human form divine,
And Peace, the human dress.
Than every man of every clime
That prays in his distress,
Prays to the human form divine,
Love Mercy Pity Peace.
And all must love the human form
In heathen, turk or jew.
Where Mercy Love & Pity dwell
There God is dwelling too.
(Limmagine divina) Grazia Pietà Pace e
Amore / tutti invocano nel dolore, / e a queste virtù di gioia / è ricompensa la loro
gratitudine. // Poiché Grazia Pietà Pace e Amore / è Dio il nostro Padre caro, / e
Grazia Pietà Pace e Amore / lUomo è Suo figlio e Sua cura. // Poiché la Grazia ha
un cuore umano, / la Pietà, un volto umano, / e lAmore, lumana forma divina,
/ e la Pace, laspetto umano. // Perciò ogni uomo dogni luogo / che prega nel
dolore / prega lumana forma divina, / Amore Grazia Pietà Pace. // E tutti devono
amare la forma umana / nel pagano, nel turco o nellebreo. / Dove abitano Grazia
Amore & Pietà / lì abita anche Dio.
THE TYGER (da: Songs of experience, 1794)
Tyger, Tyger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame the fearful symmetry?
In what distant deeps or skies
Burnt the fire of thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare sieze the fire?
And what shoulder, & what art,
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand? & what dread feet?
What the hammer? what the chain,
In what furnace was thy brain?
What the anvil? what dread grasp
dare its deadly terrors clasp?
When the stars threw down their spears
And waterd heaven with their tears.
Did he smile his work to see?
Did he who made the Lamb make thee?
Tyger, Tyger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Dare frame thy fearful symmetry?
(La tigre) Tigre, Tigre, fiamma iridescente /
nelle foreste della notte, / quale immortale occhio o mano / ha potuto forgiare la tua
paurosa perfezione? // In quali abissi o cieli lontani / bruciò il fuoco dei tuoi occhi?
/ Su quali ali osa levarsi? / Quale mano osa afferrare il fuoco? // E quale braccio, &
quale arte, / poté piegare i nervi del tuo cuore? / E quando il tuo cuore cominciò a
battere, / quale orribile mano e quali orribili piedi? // Quale il martello? quale la
catena, / in quale fornace scaturì il tuo cervello? / Quale lincudine? quale
orribile stretta / osò stringere i suoi funesti terrori? // Quando le stelle scagliarono
le loro lance / e bagnarono di lacrime il cielo, / lui sorrise vedendo il suo lavoro? /
Chi creò lAgnello creò anche te? // Tigre, Tigre, fiamma iridescente / nelle
foreste della notte, / quale immortale occhio o mano / ha osato forgiare la tua paurosa
perfezione?
NEVER SEEK TO TELL THY LOVE... (da: Manoscritto Rossetti, 1793)
Never seek to tell thy love
Love that never told can be;
For the gentle wind does move
Silently, invisibly.
I told my love, I told my love,
I told her all my heart;
Trembling, cold, in ghastly fears
Ah, she doth depart.
Soon as she was gone from me
A traveller came by;
Silently, invisibly
O, was no deny.
(Non cercare mai di dichiarare il tuo amore...)
Non cercare mai di dichiarare il tuo amore / amore che non si può mai dichiarare; /
perché il vento gentile soffia / silente, invisibile. // Ho dichiarato il mio amore, ho
dichiarato il mio amore, / le ho svelato tutto il mio cuore; / tremante, raggelato, con
paure indicibili / ah, lei se ne andò. // Appena mi lasciò / un viandante passò
di lì; / silente, invisibile / oh, non ci fu rifiuto.
I FEARD THE FURY OF MY WIND... (da: Manoscritto Rossetti,
1793)
I feard the fury of my wind
Would blight all blossoms fair & true,
And my sun it shind & shind,
And my wind it never blew.
But a blossom fair or true
Was not found on any tree,
For all blossoms grew & grew
Fruitless false, tho fair to see.
(Temevo che la furia del mio vento...) Temevo
che la furia del mio vento / sfiorisse tutti i fiori veri e belli, / e il sole è brillato
& brillato, / e il mio vento non è mai soffiato. // Ma un fiore vero o bello / non fu
mai trovato su un ramo / perché tutti i fiori crebbero & crebbero / aridi e falsi, ma
belli da vedere.

Il testo inglese è tratto da: Max Plowman, Poems and Prophecies,
Everymans Library, 1927.